Presentato il nuovo Bluebook di GS1

GS1 Italy, in ambito ECR, ha presentato cambiamenti e sfide della logistica nel nuovo Bluebook “Mappatura ed evoluzione dei flussi logistici nella filiera del largo consumo”.
La nuova edizione si è svolta con la collaborazione di un gruppo di ricerca congiunto del Politecnico di Milano e della LIUC Università Cattaneo e il coinvolgimento di 45 aziende del settore (12 distributori, 30 produttori e 3 operatori logistici).
I risultati della ricerca, raccolti nell’omonimo Bluebook, sono stati presentati a Milano nel corso del convegno “Strade condivise: innovazione e sostenibilità per la logistica del largo consumo”, che ha scattato una fotografia dettagliata della logistica in una filiera, quella del largo consumo italiano grazie alle testimonianze delle aziende della community ECR Italia, come Aspiag Service, Barilla, Coop Alleanza 3.0, Coop Italia, Ferrero Commerciale Italia, Lactalis Italia, Transmec To Be. "A distanza di cinque anni dalla precedente edizione, in uno scenario completamente mutato rispetto al 2019, abbiamo sentito la necessità di tornare a svolgere quest’approfondita analisi in quanto strumento essenziale per comprendere l’evoluzione della logistica, misurarne le criticità e individuare nuove opportunità" ha commentato Bruno Aceto, ceo di GS1 Italy. "Questa mappatura è importante perché rappresenta il punto di partenza per delineare le direzioni di lavoro della filiera, intraprese anche attraverso le iniziative collaborative espresse dai tavoli di lavoro di ECR Italia, dove le principali aziende di Industria e Distribuzione e gli operatori logistici collaborano per innovare i processi e per migliorare l’efficienza di filiera produttore-distributore-consumatore".
La ricerca ECR Italia ha individuato l’aumento della dimensione media degli ordini (+14% in dieci anni), e quindi la crescita di +3% dell’incidenza delle unità di carico (UdC) intere in ingresso ai Ce.Di., arrivata al 79% nel secco.
È in crescita la diffusione degli standard come la trasmissione degli ordini in EDI (Electronic Data Interchange), passata dal 34% al 50%, ma resta ancora molto da fare per migliorare l’integrazione tra i sistemi informativi di fornitori e GDO e per garantire una maggiore visibilità nei flussi logistici.
L’analisi presente in “Mappatura ed evoluzione dei flussi logistici nella filiera del largo consumo” ha rilevato un maggior numero e una più ampia intensità di iniziative finalizzate a ridurre l’impatto ambientale della supply chain, attuate nell’ambito degli imballaggi, dei magazzini e, soprattutto, dei trasporti.
Circa la metà delle oltre 40 aziende coinvolte nella ricerca ha affermato di aver implementato progetti condivisi per migliorare in primis l’efficacia del processo “order-to-delivery”, ad esempio attraverso la riduzione dei ritardi di consegna, della congestione presso i Ce.Di, dei respinti e delle attese allo scarico.
"La capacità di collaborare resta determinante per affrontare le sfide future della logistica nel largo consumo" ha continuato Bruno Aceto. "Per le aziende di questa filiera sarà sempre più importante stabilire relazioni di fiducia attraverso le quali sviluppare progetti condivisi di collaborazione per rimuovere le inefficienze, superare le criticità e promuovere un sapere condiviso così da costruire una supply chain più efficiente, resiliente e sostenibile. E in ECR Italia l’innovazione dei processi di filiera si realizza proprio grazie alla collaborazione, che permette di individuare soluzioni comuni a beneficio di tutto il sistema".